Immagino la scena: hai un laser o la tua azienda ne ha uno, probabilmente anche più di uno.
Sei uno dei più bravi perché hai letto il manuale “questo sconosciuto” (come dico in questo articolo) e hai trovato scritto che se hai un laser in classe 3B o 4 devi nominare un tecnico o addetto sicurezza laser.
Oppure sei seguito da una società di sicurezza che ti ha fatto presente che, se rientri nei casi sopra, devi nominare un tecnico o addetto, che dir si voglia, di sicurezza laser.
E così, zelante, inizi a cercare nel web e ti compaiono un sacco di corsi, alcuni da 40 ore, altri da 16 o da 8 ore, da 4 ore, da 1 ora… bingo!
Ma che fare?
In pratica sei alla ricerca di un corso di sicurezza laser ma non sai quale scegliere. O, ancora meglio, come sceglierlo.
Bene. Non preoccuparti perché sei (finalmente) nel post-o giusto. 🙂
Infatti oggi voglio concentrarmi su un argomento spinoso, oserei dire ostico, non dei più simpatici: proprio il corso di formazione laser.
Ma partiamo dall’inizio, mi sembra doveroso…
Il laser rientra tra le radiazioni ottiche artificiali citate nel titolo VIII, capo V, del d.lgs. 81/08 che richiama le norme CEI quando dobbiamo valutare il rischio laser: l’articolo 216 dice che il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.
La metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo rispetta le norme della Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda le radiazioni laser ovvero le norme CEI, come dicevo sopra.
Quindi? Chi effettua o può effettuare la valutazione del rischio?
È qui che casca l’asino!
Il d.lgs. 81/08 parla di personale qualificato, senza meglio definire chi può essere considerato tale (aggiungerei che ogni tanto non è sempre un male): se da una parte il limbo legislativo non fa bene, dall’altra le continue norme ed imposizioni imbrigliano anche molti professionisti che avrebbero le capacità e le competenze ma a volte mancano di un titolo.
Dicevo quindi che il d.lgs. 81/08 non definisce in modo univoco chi sia il personale qualificato così ci vengono in aiuto alcune linee guida. In particolare le indicazioni operative del Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei luoghi di Lavoro dice che, in assenza di una definizione precisa, il datore di lavoro si può basare sul curriculum del consulente o professionista incaricato chiedendo anche dei lavori pregressi per valutare il proprio operato.
In alternativa si può rifare alle linee guida della consulta interassociativa italiana per la prevenzione che ha individuato i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del personale qualificato per la valutazione dei rischi da radiazioni ottiche non coerenti e coerenti (LASER) nei luoghi di lavoro.
Ci sono fondamentalmente due figure esperte pressoché identiche che si chiamano addetto sicurezza laser (ASL) e tecnico sicurezza laser (TSL) che svolgono la valutazione del rischio da esposizione all’emissione laser rispettivamente in ambito sanitario/veterinario/estetico e negli altri settori.
Tali figure si occupano di verificare con idonea strumentazione di misura i parametri fisici e/o calcolare i valori delle grandezze relative ai livelli di esposizione previsti dal D. Lgs.81/08 per le radiazioni laser; definiscono ed attuano procedure intese a prevenire esposizioni superiori ai valori limite, anche tramite interventi di bonifica sulle sorgenti e modifica delle norme comportamentali per i lavoratori.
Una qualifica di livello inferiore è individuata dal preposto alla sicurezza laser che, quando il laser non è destinato all’uomo o agli animali, collabora con l’ASL preventivamente alla scelta e alla corretta installazione di nuove sorgenti di radiazioni ottiche laser, collabora alla progettazione degli ambienti di lavoro al fine di esprimere un parere al datore di lavoro sulla adeguatezza dell’installazione, sulla compatibilità con l’ambiente di utilizzo e sulle misure necessarie per garantire il rispetto dei limiti di esposizione dei lavoratori coinvolti, oppure valuta il rischio laser esclusivamente presente nella propria realtà lavorativa, senza esecuzione di calcoli complessi e/o misure, limitatamente ad un’area di produzione e quindi può svolgere il ruolo di TSL limitatamente alla propria area di lavoro.
I preposti fanno in modo che vengano effettuati i controlli e che siano rispettate le procedure affinché non ci si esponga al rischio specifico, devono comprendere sufficientemente le questioni tecniche ed avere capacità di gestione per poter assumere la responsabilità amministrativa, per conto del datore di lavoro, per sovrintendere, monitorare regolarmente, controllare i n modo continuo il pericolo laser in azienda, in relazione ai tipi di laser in uso, alle applicazioni, ai lavoratori e all’ambiente di lavoro. Essi sanno come affrontare gli incidenti inerenti un laser e altri episodi che potrebbero compromettere la sicurezza ed essere in grado di agire su indicazioni specifiche dell’esperto (ASL o TSL) quando necessario.
Si può diventare preposto alla sicurezza laser (PSL) seguendo i seguenti iter (brevemente riassunti):
- un corso di almeno 8 ore e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se si ha un livello 8 dell’EQF (tipicamente dottorato di ricerca o master universitario di II livello o diploma di specializzazione);
- un corso di almeno 16 ore e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se si ha un livello 7 dell’EQF (tipicamente laurea specialistica/magistrale in ambito tecnico scientifico);
- un corso di almeno 16 ore e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se si ha un livello 6 dell’EQF (tipicamente laurea triennale in ambito tecnico scientifico);
- un corso di almeno 24 ore e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se si ha un livello 4 e 5 dell’EQF (tipicamente qualifica professionale o diploma di scuola secondaria di secondo grado);
- un corso di almeno 24 ore e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore dell’estetica, successivamente al completamento del corso) se si ha un livello 3 dell’EQF (tipicamente qualifica professionale di operatore del benessere-estetista). In questo caso l’attività di PSL potrà essere svolta esclusivamente nel settore dell’estetica.
Si può diventare esperto di sicurezza laser (TSL/ASL) seguendo i seguenti iter (brevemente riassunti):
- un corso di almeno 16 ore (o 24 ore se non in possesso della qualifica di PSL) e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se in possesso del livello 8 dell’EQF (tipicamente dottorato di ricerca o master universitario di II livello o diploma di specializzazione);
- un corso di almeno 16 ore (o 32 ore se non in possesso della qualifica di PSL) e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se in possesso del livello 7 dell’EQF (tipicamente laurea specialistica/magistrale in ambito tecnico scientifico);
- un corso di almeno 16 ore (o 40 ore se non in possesso della qualifica di PSL) e almeno 1 anno di esperienza pratica (maturato nel settore di appartenenza, successivamente al completamento del corso) se in possesso del livello 6 dell’EQF (tipicamente laurea triennale in ambito tecnico scientifico).
Per il mantenimento delle competenze la persona qualificata ESL (ASL o TSL) e PSL è tenuta all’aggiornamento professionale con la frequenza di corsi di formazione in materia di salute e sicurezza nel settore delle radiazioni ottiche laser per un totale di 8 ore in 4 anni anche mediante l’utilizzo di piattaforme e learning. Tali ore dovrebbero essere ripartite durante il quadriennio.
Concludendo
Insomma… sei una società che vende o distribuisce laser? Sei una società di sicurezza che vuole formare i propri addetti?
Chiamami senza impegno e troveremo la soluzione adatta a te. Puoi farlo scrivendomi una mail da questa pagina. Ti aspetto!




